La villa ottocentesca La Pagliaia fatta costruire da Giulio Bianchi Bandinelli ha un fascino misterioso e un passato glorioso. Qui il tempo sembra essersi fermato. Tutto è immobile sotto il sole leone. La residenza patronale ci accoglie silenziosa; è composta da un corpo ad "L" con il lato breve destinato a scuderia, fattoria e servitù. La facciata principale si apre sul giardino pensile all'italiana. Si percepisce appena il disegno ad aiuole circolari di bosso disposte simmetricamente lungo il selciato di ghiaia che prosegue attraverso un portale e si conclude con un belvedere sulla campagna e i vigneti. A destra, dietro una siepe alta, c'è il parco all'inglese, uno dei primi in Toscana, che fonde elementi neoclassici con il gusto romantico per le rovine e il pittoresco.
In questo luogo si produce uno dei più rinnomati vini del Chianti Classico e a testimoniare la presenza della fiorente attività vitivinicola, rimangono gli spazi abbandonati degli edifici annessi alla villa, dove c'erano la cantina, gli uffici e il grande deposito delle macchine agricole. Sulle mensole e nelle rastrelliere puoi ancora trovare quelle bottiglie che hanno reso famoso il nome della villa.
Ci hanno chiesto di creare delle suggestioni che raccontino una nuova giovinezza di questa grande signora un po' snob. La sequenza di immagini che abbiamo realizzato non potevano che ispirarsi al film "Stealing Beauty" di Bertolucci.
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