La Caritas Diocesana di Viterbo, ha dato avvio al progetto “Città Inclusiva”, per lo sviluppo di una rete urbana di servizi per l'accoglienza e la socializzazione, capace di favorire relazioni di qualità, la promozione umana e la cura delle persone che stanno vivendo in condizioni di fragilità o di bisogno.
La Rete di Accoglienza Caritas si sviluppa in un sistema di servizi-segno distribuiti sul territorio, che rispondono ad alcune necessità specifiche delle persone accolte: ascolto, cibo, casa, salute, protezione, educazione. Questi servizi si relazionano tra loro con stretti legami di consequenzialità e feed-back.
Il sistema è diffuso sul territorio urbano, dentro e fuori le mura, comportando la necessità di mobilità, di conoscenza del territorio, di relazione con i cittadini, di una “Città inclusiva”. Le posizioni dei servizi (Centri di ascolto, mensa, dormitorio, magazzini, uffici…) sono quasi casuali, perché maturate nel tempo in base alla disponibilità immobiliare. Si discostano da una idea di contenitori chiusi, con funzione puramente emergenziale.
Nell'immaginario collettivo il rischio è quello di pensare e consolidare un’idea di “cittadella della carità”, distinta e scollegata dalla città, specifica per le persone in difficoltà. La novità di questo progetto è quella di ripensare, potenziare e valorizzare i servizi-segno del territorio perché accrescano relazioni di scambio e socializzazione tra i cittadini, le persone accolte e soprattutto i giovani, per la crescita di una cultura capace di includere.
L’accoglienza è, prima di tutto, saper vivere in relazione.
Viterbo, città inclusiva, è una sfida che appartiene a tutti!
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