Lʼarea di progetto è collocata nella zona di espansione a nord-est di Viterbo, in un contesto urbano caratterizzato dalla presenza di funzioni a carattere prevalentemente pubblico come il Palazzo di Giustizia di Viterbo e la Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia e adiacente al principale nodo viabilistico di collegamento extraurbano tra la Strada Tuscanese, la Cassia e il semi-anello.
Chiuso in questo sistema urbano oramai consolidato, il lotto è uno scampolo di quel paesaggio agricolo e rurale che circondava la città e di cui rimangono solo rari frammenti disconnessi, abbandonati e degradati.

Tavola di inquadramento dell'area di progetto

Potrebbe sembrare un'altra nuova costruzione, altro consumo di suolo, altro capitale naturale strappato alle risorse primarie da tutelare. Ma se l'inevitabile futuro, gia scritto, di questo pezzo di terra è urbano occorre ripensare ad una configurazione insediativa e a una dinamica di funzionamento di questa parte di città in una prospettiva nuova e diversa. Sperimentare attraverso il progetto un modello alternativo dove il sistema vegetale è presente come componente strutturante del lotto e dell'edificio. Se non è più possibile ricostruire un paesaggio rurale è però possibile re-inventare un paesaggio nuovo ma allo stesso tempo antico che è il "giardino" come idea di natura nell'architettura e nella città. Con l'obiettivo di disegnare nuove forme di integrazione tra natura e costruito il progetto affianca al layout funzionale il sistema del verde, scenari urbanistici tradizionalmete distinti che qui cercano di dialogare.

Layout funzionali e sistema del verde

Il mantenimento della struttura vegetale del lotto se non addirittura la sua implementazione è in realtà una vera e propria esigenza di tutto il contesto fortemente urbanizzato. Questo bisogno primario di natura, seppur artificiale, che ha origini molto antiche, è strettamente connessa alla condizione umana dell'abitare. In città la mancanza di spazi adeguati ha portato all'esplorazione di nuove soluzioni e all'adozione di sistemi che sfruttano non solo il suolo, ma anche la copertura e le pareti degli edifici. Il progetto ipotizza un sistema di verde complesso, sia pubblico che privato fatto di giardini pensili sul tetto e verticali sulle facciate, superfici vegetate in copertura dei parcheggi e dell'auditorium possono essere efficaci strumenti per l'integrazione tra natura coltivata e architettura urbana.
Lʼorganizzazione funzionale dell'edificio individua per ogni livello una diversa destinazione dʼuso: le attività commerciali e l'auditorium legati al pubblico al piano terra, gli uffici con fruibilità media al primo piano, gli studi professionali, più riservati, al secondo piano e infine le residenze private al piano attico.
Questo carattere polifunzionale è reso palese nei prospetti dai volumi orizzontali che sovrapposti e leggermente slittati tra loro compongono il corpo dellʼedificio.
Back to Top